AI ACT E D.lgs. 231/01: 

la nuova governance dell'Intelligenza Artificiale che serve alle imprese


L’entrata in vigore del regolamento Europeo sull’Intelligenza Artificiale (EU AI Act - Reg. UE 2024/1689) impone una revisione profonda dei Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo adottati ai sensi del D.lgs. 231/2001. 

L’introduzione di algoritmi, sistemi di intelligenza artificiale e processi decisionali automatizzati nelle attività aziendali tocca direttamente il profilo dell'ente oltre che la responsabilità penale d'impresa e della colpa organizzativa dell'ente.

Per evitare sanzioni pecuniarie ed interdittive di notevole entità, le imprese devono costituire o ristrutturare un modello di governance dell'IA in grado di prevenire la commissione di reati presupposto mediante l'uso non presidiato degli algoritmi.


1. L'intersezione tra AI Act e reati presupposto 231

L'impiego privo di regole di strumenti di IA all'interno dei processi operativi (marketing, risorse umane, finanza, produzione e gestione dati) espone l'azienda a diverse fattispecie di reato previste dal D.Lgs. 231/01:


2. La predisposizione o l'eventuale adeguamento del modello 231

La presenza di strumenti di IA non regolamentati (spesso utilizzati a livello individuale dai dipendenti, il cosiddetto Shadow AI) costituisce una palese carenza organizzativa. Per garantire l'efficacia esimente del Modello 231, l'impresa è chiamata a: